La richiesta di soluzioni sempre più sostenibili da parte dei consumatori e la scelta di FITT di fare delle sostenibilità una leva competitiva, ha portato l’impresa vicentina ad intraprendere un percorso per l’ottenimento di un’etichetta ambientale di natura volontaria per FITT Bluforce e FITT Bluforce RJ, le tubazioni per acquedotto in PVC-A.
Le etichette ambientali disponibili oggi sul mercato sono numerose: si tratta di etichette che dichiarano l’attenzione di un’impresa verso l’ambiente e l’impegno a ridurre l’impatto ambientale che i processi produttivi hanno su di esso.
Molte di queste etichette sono soltanto operazioni di “green washing”, ovvero scatole vuote, nate per costruire l’immagine ingannevolmente positiva di un’azienda sotto il profilo dell’impatto ambientale o per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.
Vi sono però anche etichette ambientali basate su un approccio scientifico, quantificabile e convenzionato che misurano l’operato dell’azienda e le performance di sostenibilità dei suoi prodotti: le dichiarazioni ambientali di prodotto (Environmental Product Declaration - EPD).  
Ed è proprio l’approccio scientifico e quantificabile che FITT ha seguito per due prodotti di punta nel settore delle reti idriche in pressione: FITT Bluforce e FITT Bluforce RJ, il primo sistema di tubazioni per acquedotto in PVC-A certificato EPD in Europa, secondo gli standard ISO 14025 e EN 15804.

Come tutte le dichiarazioni ambientali di prodotto che si basano sull’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment - LCA) condotta secondo regole e requisiti definiti nelle PCR (Product Category Rules) discusse e condivise fra i vari stakeholder - per rendere comparabili tra loro i dati e le informazioni relative a una data categoria merceologica - anche quella di FITT Bluforce e FITT Bluforce RJ ha seguito lo stesso iter.

Punto di partenza di ogni LCA è un database: poichè le condotte di FITT rientrano nella PCR dei materiali da costruzione secondo lo standard europeo UNI EN 15804:2012, il primo semestre del 2019 è stato dedicato ad un percorso di raccolta e analisi dei dati ambientali durato diversi mesi. Per garantire un’alta qualità dei dati ottenuti, le attività di ricerca e raccolta di informazioni sono state estese anche ai principali fornitori delle materie prime utilizzate nella produzione di FITT Bluforce e FITT Bluforce RJ.
Dalla raccolta dati si è poi passati alla loro analisi tramite LCA, uno strumento applicabile a tutti i prodotti o servizi, che permette una visione olistica sui potenziali impatti ambientali associati ad un prodotto, processo o attività umana, dall’estrazione delle materie prime fino alla gestione del fine vita. Si tratta di un approccio olistico che evita di spostare il problema da una fase o categoria all’altra e prende in considerazione l’intera filiera.

Le informazioni ambientali ottenute tramite LCA sono state quindi trasferite all’interno della dichiarazione ambientale di prodotto che, dopo essere verificata da SGS Italia, ente terzo indipendente e accreditato, è stata pubblicata sul sito di Environdec, il Program Operator internazionale scelto da FITT.

I Program Operator sono soggetti che promuovono ed elaborano lo sviluppo delle regole PCR, ne coordinando la pubblicazione e redigono le relative certificazioni ambientali.

La dichiarazione ambientale del sistema FITT Bluforce garantisce la carta di identità ambientale e misura oggettivamente le performance dell’azienda in termini di sostenibilità. Una certificazione spontanea, che FITT ha ottenuto per prima per le tubazioni in PVC-A, e che si aggiunge alle certificazioni obbligatore già conseguito dalle condotte FITT Bluforce e FITT Bluforce RJ per l’adduzione di acqua destinata al consumo umano.

Un’etichetta ambientale che facilita dunque la comunicazione tra il produttore – FITT – e gli interlocutori – enti, gestori di servizi idrici integrati, imprese edili –  e che svolge un ruolo importante anche all’interno delle procedure di acquisto nel settore pubblico: i criteri ambientali previsti nelle etichette ambientali di prodotto concorrono infatti attivamente all'aggiudicazione degli appalti.

Una scelta, quella di FITT, volontaria e trasparente, basata su dati scientifici, misurabili e certificati, che sottolinea l’impegno e il senso di responsabilità che l’azienda nutre nei confronti del territorio, dei consumatori e dei propri stakeholder. Un punto di partenza oggettivo attorno al quale sviluppare linee guida di eco-design al fine di creare generazioni di prodotti sempre più “green” ed efficienti.