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Alberi e fiori contro il terrorismo. È la proposta dell’architetto Stefano Boeri,  rilanciata ieri 24 agosto dal Corriere:  usare come barriere anti camion gli alberi su grandi vasi anzichè le tristi barriere in New Jersey.

L’architetto Boeri, noto tra l’altro per aver messo la propria firma su altri progetti urbanistici in cui il verde è protagonista come il “Bosco verticale”  a Milano e Nanchino, la “Torre di Anversa”, la “Città Foresta di Shijiazhuang e molti altri ha, infatti, recentemente affermato: «Con un piccolo investimento, distribuendo accuratamente le piante negli spazi più vitali e aperti delle nostre città possiamo temporaneamente trasformare i nostri luoghi più cari in radure e boschi».

La proposta dell’architetto ha trovato il favore del primo cittadino di Bari, Antonio Decaro e dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci): «i “New Jersey” non li usano più nemmeno per i lavori stradali, figuriamoci se voglio vederli in città», dice Decaro. «Ecco perché alla minaccia terroristica bisogna rispondere con sistemi di protezione creativi e che non deturpino il paesaggio».

Bellezza, cultura e verde: la migliore sicurezza contro il terrore

“Non blindare i nostri centri abitati , ma renderli più verdi”, questa la posizione del sindaco di Bari espressa nell’intervista al Corriere, posizione che, agli inizi di settembre sottoporrà anche al direttivo dell’Anci nell’obiettivo di ottenere il sostegno ed il finanziamento del governo.

La stessa posizione verso le “barriere green”  è stata già espressa anche dalle città di Palermo e Firenze dove sono già comparsi i primi vasi, pesanti quasi una tonnellata, con gli alberelli “Non barriere di cemento, ma fioriere. Sicurezza e bellezza di pari passo», ha scritto su Twitter Federico Gianassi, assessore comunale competente anche sulla Sicurezza urbana.

Fioriere contro il terrorismo
La posa delle fioriere anti-camion a Firenze (foto Gianassi via Twitter)

Il sostegno di FITT all’iniziativa. La proposta di Alessandro Mezzalira

La proposta dell’architetto Boeri ha trovato subito, l’adesione di FITT, prima impresa a mettersi a disposizione per un sostegno concreto, economico e pratico, all’iniziativa: «Non solo la condividiamo, ma vorremmo anche farla realizzare, a partire da Milano o Firenze o Roma, finanziando i lavori», dice Alessandro Mezzalira, presidente di FITT.

«Vogliamo contribuire in modo concreto alla proposta di Boeri con una cifra importante», sottolinea. E invita anche altri imprenditori. «Più siamo, meglio è per tutti»

FITT vuole sostenere tutte le iniziative che supportano lo sviluppo del verde. In particolare sappiamo quanto poco verde ci sia nelle città, non solo italiane, ma anche europee; alcune possono essere più virtuose di altre, ma in generale c’è ampio spazio per aumentare il verde a tutto vantaggio dei cittadini.

Imparare dalla natura, essere come ginestre, i fiori in grado di nascere e vivere anche nei terreni più difficili o inospitali, che sanno adattarsi, piegandosi a volte, ma senza mai cedere e spezzarsi.

Questo è ciò in cui crede la nostra azienda.

Per leggere l’articolo pubblicato dal Corriere